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SUM su Saltinaria

La recensione dell'album degli Outopsya
 
 

Siamo lieti di segnalare la recensione di SUM l'album di esordio degli Outopsya su Saltinaria.

Il nostro grazie alla redazione!

 

Genere: Progressive Rock/Metal

Voto: 9/10

Ascolta anche: Dream Theater, Massimo Volume

 

Il progressive è un genere ormai scomparso dalle categorie musicali. Non perché sia passato di moda, ma semplicemente perché l’ascoltatore medio, purtroppo, possiede una vera e propria ignoranza musicale che lo porta a giudicare in maniera sbagliata qualsiasi cosa o, molto meglio, non con la giusta attenzione.

La musica della sperimentazione, col passare degli anni, è diventata un genere specialistico indirizzata a un determinato pubblico plasmato secondo il puro concetto dell’arte e delle leggi che determinano la melodia e l’armonia. Immettere tale concetto nell’epoca moderna è praticamente impossibile.

Accade però che, nel buio profondo dell’anonimato, dei musicisti si diano da fare non solo per “ri-alzare” il valore della musica italiana a livello internazionale, ma anche per dimostrare che il livello sperimentale non fa così tanta paura all’orecchio se solo lo si aggiunge a tutta una serie di concezioni a livello elettronico; questo è ciò che hanno fatto gli Outopsya (Out Of Psychical Activity) con il loro album “Sum”.

Il progetto nasce dalla collaborazione dei due capisaldi della band (Evan Mazzucchi e Luca Vianini) con l’aiuto di un’altra vocalist (Ylenia Zenatti) e di un elemento fondamentale: il computer.

A livello di suono, infatti, non si può certo dire che quest’ultimo non rientri per niente perché quel grande senso di sperimentazione che portava il progressive anche ad assumere delle tonalità elettroniche, qui viene aiutato grazie ad un utilizzo più immediato di determinate direttive che si avvicinano al metal in un miscuglio completamente irrazionale che, però, ha una sua logica.

Le frasi melodiche possiedono, infatti, una loro linearità che raggiunge il suo picco massimo nelle sezioni di sviluppo per mostrare fin dove è possibile portare il discorso: questo è l’esempio fornito dalla traccia “Sandness”, un vero capolavoro munito anche di voci fuoricampo che donano un aspetto mistico alla composizione.
Quello che infatti risulta essere non proprio indispensabile è proprio la voce, poiché con gli Outopsya ci si avvicina molto al concetto di musica assoluta, però è anche vero che serve a donare un maggiore contributo all’immaginazione sprigionata nei testi (l’intervento di Ylenia Zenatti in “Mothal” e “Don’t Mind”).

Nonostante, poi, l’aspetto del metal che sembra preponderante, la scena sembra essere dominata anche dal passato con dei brani che sono degli esempi evoluti del progressive degli anni 70, ovvero “Tarred Life” e “Mechanical 7”. L’unica cosa che pecca in tutto questo è la posizione di “Sum” nel finale, poiché avrebbe potuto essere un’ottima introduzione per un album che avrà modo di farsi sentire.

 
 

TRACKLIST:

1. Lords Of Hate

2. Mothal

3. Mus

4. Don’t Mind

5. Tarred Life

6. Mechanical 7

7. Sandness

8. Sum
 

 

 

OUTOPSYA sono:

Evan Mazzucchi – basso

Luca Vianini – chitarre, voce, sintetizzatori e batteria

Ylenia Zenatti - voce

 

 

Articolo di: Simone Vairo

Grazie a: Ufficio Stampa Synpress 44

Sul web:

 
 

 


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