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Siamo lieti di segnalare la recensione di Acqueforti, il nuovo disco di Nik Comoglio, su Spaesamenti.
Il nostro grazie alla redazione.
Acqueforti, Nik Comoglio. Sembra di essere a teatro, immersi in un’opera lirica. Invece sì è a casa o al lavoro con le cuffiette alle orecchie. Ad un certo punto, mentre l’ascolto si era abituato al jazz, spunta il Mistero Buffo di Dario Fo e appare subito evidente che non ci sono generi più alti di altri. Il classico e il moderno, il lirismo e la prosa possono anche fare amicizia. E la fanno in Acqueforti, dove il compositore torinese , che nel 2007 aveva stupito con Anime di legno ispirato a Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, gioca con le note.
Protagonista di Acqueforti è l’Orchestra Filarmonica di Torino diretta dal maestro Luciano Condina.
Si comincia con il trio da camera con violino, violoncello e pianoforte che esegue Cedrus Libani e si prosegue con i tre movimenti per violoncello e orchestra Primavera dei Tirreni, La Roue de Fortune e Canto della Natura. Poi il superlativo Maria alla Croce tratto dall’opera di Fo con soprano e tre voci recitanti. Gran finale con Gabriel, aria per violoncello solo.
Vivamente consigliato a chi cerca la calma e la serenità, anche se calato in situazioni di enorme stress.
A vincere, e confortare, è la capacità della musica di essere fuori dagli schemi. E la nostra libertà di rifugiarci, seppur per la durata di un cd, in un altrove in fondo neanche tanto lontano.
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